Guida alla tutela del paesaggio


Il paesaggio: quadro di riferimento per la tutela

di Umberto Vascelli Vallara

 

Il paesaggio è un fenomeno culturale complesso di cui frequentemente sono colti solo alcuni aspetti. La concezione corrente identifica il paesaggio con gli ambiti inedificati del territorio dove é possibile godere di ampi panorami. Tuttavia anche gli esperti nelle diverse discipline hanno contribuito alla circolazione di interpretazioni monotematiche riduttive Così il geologo privilegia la morfologia della superficie terrestre - monti, pianure, fiumi, ... - e ritiene che i rischi che corre il paesaggio siano frane, alluvioni e terremoti, mentre per l'esperto dei fenomeni naturalistici la qualità paesaggistica coincide con quella ecologica e i rischi che corre il paesaggio sono fondamentalmente l'inquinamento ambientale e la riduzione della biodiversità; per lo storico del territorio le tracce della storia insediativa costituiscono le qualità paesaggistiche prevalenti del territorio e i conseguenti rischi sono la perdita delle testimonianze materiali che ne documentano la cultura storica.
La natura complessa del paesaggio è compatibile con tutte queste interpretazioni a condizione che non si ritengano singolarmente "l'interpretazione" esclusiva. Gli esperti che hanno elaborato la concezione di paesaggio più aderente a questo fenomeno culturale dalle molte sfaccettature sono i geografi. Le pubblicazioni che hanno dedicato a questo tema sono ormai innumerevoli e l'attenzione di cui gode attualmente alimenta una crescente produzione editoriale.

La Sezione milanese di Italia Nostra ha ritenuto che a fronte delle diverse interpretazione concettuali non le competesse fare scelte unilaterali, ma piuttosto potesse opportunamente fornire sul suo sito un quadro conoscitivo obiettivo delle leggi che governano la materia, integrandole con i documenti europei che hanno dedicato una particolare attenzione al tema paesaggistico.
Leggi e documenti europei sono riportati integralmente e costituiscono un archivio per la cui consultazione si è provveduto di seguito a fornire una sintetica guida finalizzata unicamente a rendere esplicita la relazione dei testi.

Il filo conduttore

Attualmente la tutela del paesaggio è normata del "Codice dei Beni culturali e del paesaggio " (noto come "Codice Urbani") emanato come Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, che nei successivi quattro anni è stato modificato per ben due volte:
nel 2006 con i Decreti Legislativi 24 marzo 2006, n. 156 (in relazione ai beni culturali) e n. 157 (in relazione al paesaggio),
nel 2008 con i Decreti Legislativi 26 marzo 2008, n. 62 (in relazione ai beni culturali) e n. 63 (in relazione al paesaggio).
Il testo coordinato consultabile in questo sito di Italia Nostra è stato fornito dalla Regione Lombardia (Direzione Territorio e Urbanistica) e riporta fedelmente la versione attualmente vigente con indicazione a piè di pagina delle modifiche apportate.

BOX | Quadro normativo precedente al Codice

Può costituire un interessante percorso a ritroso la conoscenza del quadro legislativo che ha regolato la materia paesaggistica prima del Codice e fondamentalmente costituito da due leggi ora abrogate:

  • Per quanto riguarda il paesaggio, la legge 29 giugno 1939, n. 1497 rappresenta la matrice che ha definito la struttura normativa ancora vigente ed essenzialmente riconducibile a tre momenti operativi:
    1- l'identificazione di ambiti territoriali che per qualità paesaggistica meritano una dichiarazione di interesse pubblico e quindi l'assoggettamento alla tutela della legge mediante singoli atti amministrativi (correntemente denominati "vincoli");
    2- il controllo e le gestione degli ambiti tutelati mediante l'autorizzazione dei relativi progetti di intervento;
    3 - la tutela mediante la pianificazione paesaggistica.
  • Con la legge 8 agosto 1985, n. 431 (nota come "legge Galasso") vengono assoggettate alla tutela paesaggistica della legge del '39 le coste dei mari, dei laghi e dei fiumi, le cime delle Alpi e degli Appennini, i boschi, i parchi e le riserve naturali. In Italia le aree tutelate passano dal 18% al 47% dell'intero territorio nazionale. Inoltre viene fatto obbligo alle regioni di redigere il Piano Territoriale Paesistico

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio apporta alcune significative modifiche al quadro legislativo che ha precedentemente normato il rapporto tra Stato e Regioni nella gestione dei beni paesaggistici facendo riferimento ai seguenti principi e norme della Costituzione:

  • "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico-artistico della Nazione"(art. 9); la Costituzione pone la tutela del paesaggio tra i 12 principi fondamentali della Costituzione, attribuendogli in tal modo un valore prevalente nei confronti della maggior parte dei temi afferenti al territorio;
  • il nuovo Titolo quinto della Costituzione assegna allo Stato la tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali e alle Regioni la valorizzazione dei beni culturali e ambientali (art. 117); le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza". (art. 118).

La seguente sintesi può essere utile per meglio intendere le nuove attribuzioni di competenze in materia di autorizzazioni paesaggistiche e pianificazione paesaggistica a seguito dell'entrata in vigore del Codice nella attuale versione conseguente alle recenti modifiche (2008):

competenze (riferimento artt. Codice) soggetti competenti prima del Codice soggetti competenti dopo il Codice
autorizzazioni paesaggistiche
(artt. 146 e 159)
Regioni ed enti subdelegati.
Le Soprintendenze possono annullare le autorizzazioni
Regioni ed enti subdelegati.
Le Soprintendenze formulano parere vincolante
Piani Paesaggistici
(artt. 135 e 143)
Regioni autonomamente Regioni congiuntamente con il Ministero BAC



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