Guida alla tutela del paesaggio


Principali innovazioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio

Oltre alle nuove procedure relative alle autorizzazioni e alla pianificazione paesaggistica che, come si è visto, attribuiscono alle soprintendenze un rilevante ruolo, il Codice introduce alcune altre significative innovazioni nella gestione del paesaggio quali: la definizione di paesaggio e le Commissioni locali per il paesaggio.

La legge 1497/1939 non contiene una definizione esplicita di "paesaggio" - termine che non compare mai nel suo articolato - e che nemmeno la più recente legge 431/1985 (Galasso) ha fornito.

Il 20 ottobre 2000 viene presentata a Firenze la Convenzione europea del paesaggio , un documento promosso dal Consiglio d'Europa, che nel gennaio del 2006 è stata ratificata dallo Stato Italiano con la legge n. 14. Il primo articolo della Convenzione formula una definizione di "paesaggio" che amplia notevolmente l'accezione corrente, attribuendole non solo le tradizionali componenti naturali e umane in stretta reciproca relazione, ma, in più, stabilisce che debba essere ritenuto paesaggio tutto quanto viene recepito come tale dalle popolazioni locali, arricchendo in tal modo questo poliedrico concetto di una nuova dimensione: la "percezione sociale del paesaggio".
Il Codice (art. 131) introduce nella legislazione italiana la definizione di paesaggio riprendendo, anche se non fedelmente, l'enunciazione della Convenzione europea integrandola con il concetto di "identità nazionale", di cui il paesaggio sarebbe la "rappresentazione materiale e visibile" .
Relativamente alla procedura di autorizzazione il Codice introduce la Commissione locale per il paesaggio (art. 148) come struttura a supporto degli enti locali titolari di subdelega, con il compito di formulare un giudizio di compatibilità paesaggistica relativamente alle proposte progettuali che accompagnano le richieste di autorizzazione. Ruolo e struttura della Commissione hanno subito recentemente importanti modifiche rispetto alla prima versione del Codice del 2004, dove se ne definivano alcuni caratteri che rimarranno anche in seguito (il ruolo delle regioni nel promuoverne l'istituzione presso gli Enti locali, la qualifica elevata dei membri in materia di paesaggio, il compito di esprimere un parere nel corso dei procedimenti autorizzatori) mentre alcuni sono destinati a sparire come, ad esempio, la partecipazione delle Soprintendenze ai lavori delle Commissioni. Le modifiche apportate nel 2006 attribuiscono alle Commissioni una competenza per ambiti sovracomunali, questa è una innovazione di estrema importanza per una visione allargata rispetto al confine comunale auspicabilmente estendibile ad unità di paesaggio, che tuttavia decade con le modifiche al Codice apportate nel 2008 e attualmente vigenti.

 

Il paesaggio nei documenti europei

Si è già detto della Convenzione Europea del paesaggio con particolare riferimento alla definizione di "paesaggio" e del relativo concetto di "percezione sociale del paesaggio", ma i meriti di questo strumento elaborato a Strasburgo dal Consiglio d'Europa sono anche altri, che sinteticamente si elencano di seguito rimandando per un opportuno approfondimento alla lettura diretta della Convenzione e della sua Relazione Esplicativa :
Il campo di applicazione della Convenzione si riferisce a tutto il territorio degli Stati contraenti, con la conseguenza che tutto il territorio deve essere preso in considerazione nei piani e programmi di valorizzazione paesaggistica, la cui attenzione non è più rivolta soltanto ai paesaggi ‘eccezionali', ma anche ai "paesaggi della vita quotidiana e ai paesaggi degradati".
In particolare, la ratifica della Convenzione da parte dello Stato Italiano comporta l'attuazione dei seguenti punti programmatici:

  • integrare il paesaggio nelle politiche di pianificazione del territorio,
  • avviare procedure di partecipazione del pubblico nella realizzazione delle politiche paesaggistiche,
  • accrescere la sensibilità della società civile al valore dei paesaggi,
  • promuovere programmi di formazione ed educazione alla tematica paesaggistica, particolarmente destinati ai professionisti del settore pubblico e privato, ma estesi anche ai programmi scolastici e universitari,
  • promuovere ricerche sistematiche e studi volti ad individuare, conoscere e valutare i paesaggi del proprio territorio tenendo conto dei valori attribuiti dalle popolazioni interessate,
  • stabilire obiettivi di qualità paesistica espressi in forma chiara e associati a politiche e strumenti specifici per il loro conseguimento.

Nel maggio 1999 a Potsdam si ha l'approvazione dello "Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo " (noto con l'acronimo francese SDEC).

Questo documento redatto dall'Unione Europea sviluppa alcune considerazioni molto attuali in relazione ai rischi tendenziali nell'ambito della gestione paesaggistica del territorio (centri commerciali, grandi lottizzazioni, cave, abbandono dei terreni, infrastrutture sovradimensionate, turismo di massa). S'impone pertanto una politica del paesaggio che deve basarsi su una strategia integrata e contribuire alla creazione o al recupero di paesaggi attraenti.

 

Box | Risoluzione del Consiglio sulla qualità architettonica dell'ambiente urbano e rurale

Il 12 gennaio 2001 a Bruxelles il Consiglio dell'Unione Europea approva il testo della risoluzione deliberata il 23 novembre 2000 dalla commissione cultura volta alla promozione della qualità architettonica degli interventi sul territorio, alla quale viene riconosciuta la capacità di migliorare l'ambiente delle comunità locali e, conseguentemente, la loro qualità di vita.
La Risoluzione afferma che:

  • l'architettura è un elemento fondamentale della storia, della cultura e del quadro di vita di ciascuno dei nostri paesi; essa rappresenta una delle forme di espressione artistica essenziale nella vita quotidiana dei cittadini e costituisce il patrimonio di domani;
  • la qualità architettonica è parte integrante dell'ambiente tanto rurale quanto urbano;
  • la dimensione culturale e la qualità della gestione concreta degli spazi devono essere prese in considerazione nelle politiche regionali e di coesione comunitarie;
  • un'architettura di qualità può contribuire efficacemente alla coesione sociale, nonché alla creazione di posti di lavoro, alla promozione del turismo culturale e allo sviluppo economico regionale.

La Risoluzione incoraggia gli stati membri:

  • ad intensificare gli sforzi per una migliore conoscenza e promozione dell'architettura e della progettazione urbanistica, nonché per una maggiore sensibilizzazione e formazione dei committenti e dei cittadini alla cultura architettonica, urbana e paesaggistica;
  • a promuovere la qualità architettonica attraverso politiche esemplari nel settore della costruzione pubblica;



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